Appunti sul romanzo di Giuseppe Pili
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Ciao Jo,
Il tuo libro stava sul mio comodino da troppo tempo, ma alla fine ha vinto la concorrenza di una rilettura del "Fu Mattia Pascal", un intrigante "Gli Uccelli di Bangkok" di Montalban e un superbo "Signor Malaussène" di Pennac (dannata la mia abitudine di impegnarmi con la lettura su più fronti, fonte lentezza e di casino mentale non indifferente) che adesso giaceranno chissà ancora per quanto tempo, prima che io possa finire di leggerli.
Dopo averne cominciato la lettura molto tempo fa, l'ho finito tutto d'un fiato e finalmente posso farti i miei più sinceri complimenti.
Ho trovato il ritmo un pò lento ma, col senno di poi, devo dire è stato assolutamente giusto e soprattutto molto ben scritto con la trama di estremo interesse. Insomma, la prossima volta che ti incontrerò spero prorpio di avere con me la mia copia perchè non potrei mai sopportare l'idea di riporlo nel mio scaffale senza una tua dedica!
Non so se questo sia per te un buon auspicio, ma io aspetto fiducioso il ritorno del Pili con una seconda opera. Ci stai già lavorando? ;))
Un abbraccio,
Bruno
Appena finito "Il ventre della vergine bambina".
Letto in una notte.
Ho una bella sensazione dentro.
Grazie:)
Crocetta.
PS: Scrivi ancora!
---
RETTIFICA:
Vergine. Ho scritto vergine anzichè sposa...
Chissà Freud cosa direbbe...;)
Ciao!
Crocetta.
Carissimo,
finalmente ho due minuti di tempo per esprimerti le mie congratulazioni per il tuo bellissimo, appassionante lavoro!
Innanzittutto complimenti per il tuo modo di scrivere, aulico ma nel contempo fluido e comprensibile, e poi la trama ... che meraviglia ... hai trovato
in me una delle tua più fervide ammiratrici (già lo ero), consiglio il tuo libro a chiunque conosca e, in occasione di compleanni o ricorrenze, mi
è capitato di farne un gradito regalo.
Perdonami il paragone, ma ho trovato lo stesso entusiasmo che ho provato nel leggere "Il Codice Da Vinci", ti giuro che ho dovuto guardare la data
di creazione del tuo libro perchè in certi passi mi sembrava davvero di scorgere delle analogie seppur lontane. Non è che Dan Brown è riuscito a
scovarti da qualche parte?
Come ti avevo espresso in una precedente missiva mi farebbe piacere avere la mia copia autenticata, spero ci sia un occasione propizia!
Ora ti lascio ai tuoi impegni, perdona eventuali errori, ti scrivo mentre sono a lavoro e ho quelle odiatissime cuffie e un clt che mi parla nelle
orecchie!
Un abbraccio, a presto,
Rita
Ciao Giuseppe
Non ti conoscevamo, ti abbiamo scoperto per caso. Eravamo in libreria e del tuo libro ci ha attirato la trama, così l'abbiamo comprato e siamo rimasti piacevolmente sorpresi. "Il ventre della sposa bambina" è bello, ha una trama originale e avvincente che rimanda a un mondo mitologico e affascinante e non ricalca i soliti stereotipi sulla Sardegna a cui purtoppo ormai siamo abituati dagli scrittori sardi contemporanei, vedi ***, *** e via dicendo. Anche lo stile di scrittura è davvero interessante. Scrivi infatti in un'ottimo italiano e gli innesti in sardo sono ben dosati e inseriti al momento giusto.
Noi non amiamo infatti lo stile imperante degli scrittori sardi che non si sa bene perchè, usano un italiano sgrammaticato, frammisto di sardo e di costruzioni sardeggianti, forse si ispirano a Camilleri chissà.
Comunque complimenti davvero, continua a scrivere, aspettiamo una tua prossima opera
Ciao
Sara e Riccardo
Ho letto il tuo libro ma mi riprometto rileggerlo perché non è sicuramente un libro facile e, soprattutto per alcuni brani, ci vuole una concentrazione maggiore di quella che io ho dedicato loro (solitamente leggo a letto, prima di addormentarmi... e neppure tutte le sere)... senza contare il fatto che sono una fautrice della rilettura, ma solo per le cose che mi hanno dato un'emozione.
Dando per scontata una cosa per alcuni aspetti certamente non rispondente al vero (ma questo fa parte dei "segreti" di ogni scrittore), cioè che si tratti di un totale ed esclusivo parto della tua fantasia, mi voglio complimentare per l'intreccio del libro, per la caratterizzazione dei personaggi, per lo studio storico (o leggendario?) che sta alle spalle di tutto il romanzo (ma non troppo alle spalle e anche di questo ti si deve rendere merito) e, infine, per avere mostrato che le cose possono essere viste o "sentite" anche in un modo diverso ovvero che diverge dal modo comune di vederle. Per certi versi il tuo libro mi ha ricordato "Passavamo sulla terra leggeri" di Sergio Atzeni: visto che si tratta di un autore che a me piace, ti sto facendo un complimento!
Ora, avendo letto la terza di copertina nella quale l'autore auspica di non dover scrivere più, auguro a lui di non scrivere più e a chi ha letto il libro, che l'autore cambi idea, non per provocargli crisi o sofferenze di alcun genere, ma perché possa provare nell'esercizio della ricerca e della scrittura un piacere che forse finora non ha ancora provato... credo che la vita gli sia debitrice in questo senso.
Ti faccio ancora tanti complimenti e ti ringrazio, senza timore che tu mi ritenga un'adulatrice, per avere scritto e, soprattutto, per avere pubblicato (e credo che anche questo sia stato un passo non facile da affrontare, e non parlo solo delle fatiche "concrete").
Mando un saluto affettuoso a te e ad Alessandra, Dory.
Sto leggendo il tuo libro - eccezionale riconoscere Nuoro e i Santu Predini. Nei tuoi personaggi rivedo le figure della mia infanzia, tanto che potrei dare un nome reale ai tuoi personaggi.
Bravo
Ciao Giovanna
Carissimo Giuseppe,
finalmente sono riuscita a leggere il tuo libro, sembrava dovesse arrivare dalla luna! (O è veramente arrivato dalla luna? AH, AH!)
Nella tua mail mi chiedi un giudizio critico. Che emozione poter esprimere la mia opinione all’autore!
C’è un trenino che attraversa il romanzo da cima a fondo: il trenino dei dialoghi.
E questo non solo nella prima parte, dove i personaggi li fai agire a tutto campo, ma anche nella seconda, più...teorica, per così dire.
Il linguaggio è preciso e aderente alle cose. Si sente l’esperienza del fumetto e del teatro, nel brio e nell’essenzialità dei dialoghi, appunto, e nel sapiente incastro delle scene.
Mi sembra che tu abbia voluto scrivere una dichiarazione d’amore alla tua terra, di cui riscopri i valori più belli come lo spirito di “fratellanza” che si esprime attraverso il calore umano tra le persone. Valori che le donne custodiscono da sempre meglio e più degli uomini. Le donne che sanno ascoltare il ritmo del cosmo, per la loro vocazione di madri.
L’elemento maschile, per contrasto, si identifica con le istituzioni, artificioso prodotto del potere. Quel potere esercitato mediante l’atto arbitrario della scrittura. Per questo Michele, da idealista sognatore qual è, fa la scelta – estrema- di non scrivere più niente!
Ma al di là delle responsabilità umane, il protagonista vede saggiamente che la “Storia va esattamente dove deve andare” e “Niente può andare al di là della natura delle cose”. La storia evolve in una direzione che ai mortali non è consentito stabilire: il banco degli imputati rimane finalmente deserto.
E così chiudi i conti col secolare mito della nostalgia degli autori sardi del novecento. Ti sei ficcato nel ginepraio delle lagnanze dei sardi e te la sei cavata bene, complimenti!
Un episodio che mi ha colpito in particolare è quello dell’incontro col sacerdote esorcista.
Il problema di Michele di ritrovare se stesso, qui coinvolge tutta la sua persona, mi sembra: fisicamente (il calore che invade il suo corpo quando don Liori gli tiene la mano) e razionalmente (il pensiero ricorrente registrato nell’agendina si collega alle parole che il prete gli dice).
Ma è difficile vedere l’essere umano se questi si chiama formalmente con quel “don Liori” che rende difficile aprirsi, e lascia il cuore freddo. Diverso sarebbe stato se don Liori fosse stato semplicemente Pietro o Gavino, per dirne uno.
Questo episodio, Giuseppe, mi ha fatto pensare a quello che mi scrivi sulla ricerca di Dio all’origine del romanzo, e mi ha ricordato una scena a cui ho assistito una volta che mi trovavo in una chiesa.
Nel bel mezzo della predica, si sente lo squillo di un cellulare. Era di una ragazza a qualche banco da me, che ce l’aveva nella borsetta. Questa non lo tira fuori e il telefono continua a squillare. Il sacerdote continua a parlare. “...Tra gli uomini non è sempre facile comunicare... A volte capita anche di non poter rispondere al telefono, o di trovare la linea occupata. Mentre quando ci si rivolge a Dio la linea è sempre libera e lui risponde sempre...”!!!
Mi piacerebbe sapere –da lettrice pettegola- se dietro certi particolari, come le pareti delle vecchie Grazie, i sotterranei, ecc, c’è qualcosa di vero...che gauch!
Non prendo sul serio quello che scrivi riguardo all’intenzione di non scrivere più, perché sono sicura che il tuo prossimo libro sarà ancora più bello!
CIAO!
Manuela
Eccomi qua... fresca fresca di lettura e ... in piena ri-lettura.
Devo dire che la mia curiosità iniziale è stata soddisfatta... l'ho divorato (infatti adesso rileggo perché conoscendo la trama mi posso soffermare meglio su tutto il resto)
MI E' PIACIUTO!!!!
lo so, mi hai chiesto una valutazione critica, ma diciamo che questa è la prima impressione "a caldo"... per la critica devo finire la ri-lettura :-)
posso dirti solo un paio di cose:
-Michele: bellissimo! E' il nome che ho scelto per il mio pupetto che compie un anno il 31 maggio (Sempre più scientifica, come vedi)
- Ovviamente mi ha affascinato la ricerca con i suoi due percorsi... (la paleografa che dorme dentro di me sarebbe curiosa di vedere iscrizioni e documenti, ma più di tutto mi ha stregato la magia, il mito, il potere della maternità ,per ovvie ragioni, forse, visto che son reduce da questa esperienza ...
mi è venuto un moto di nostalgia, per quel gruppo di studenti entusiasti e
per il giovane professore...
mi son venute in mente un sacco di domande che vorrei farti... soprattutto
perché la bambina è sordomuta?
bene... credo di aver farneticato abbastanza... devo tornare alla catalogazione dei miei libri antichi ... e, a proposito... la tua bibliotecaria era perfetta!
a presto
Silvia
P.S.:
in questo momento il libro è tra le grinfie di mio marito (nuorese...) anche
lui sta apprezzando ...